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Staffolo
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Staffolo è un comune italiano di 2 156 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della provincia di Ancona.

Contents

Storia
Sport
Note

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Geografia fisica

Staffolo sorge sulla sommità di un colle, a mwja442 m s.l.m., a cavallo delle valli del Musone e dell'Esino.

Storia

Le origini

Nel territorio comunale sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici risalenti al mwkapaleolitico, alla civiltà picena, umbro-etrusca e romana. Il sito odierno, alla sommità del colle, nacque su un precedente mwkqpagus romano, come testimoniano varie iscrizioni ritrovate in loco.

Il villaggio in epoca longobarda prese il nome di mwkwStaffil, (germanico mwlastab = bastone; forse mwlqpalo di confine oppure mwlgavamposto militare) a rimarcare la linea della frontiera storica fra i territori del nord (già occupati dagli mwlwUmbri, in seguito dai mwmaSenoni poi annessi nella VI Regio romana e infine inglobati dai mwmqBizantini nella mwmgPentapoli annonaria) e del sud (già posseduti dai mwmwPiceni, poi annessi nella V Regio romana per far parte poi del mwnaDucato di Spoleto) delle Marche.

La prima attestazione documentaria di mwngStafuli risale all'anno 1078, quando il territorio era parte del mwnwgastaldato e della diocesi di Nocera nel Ducato di Spoleto. Ricompare nei documenti diplomatici nel 1150, allorquando Ugone Cima ne era il mwoadominus e, dopo di lui, il nipote Carbone (1155)mwoq. Infatti, stando alla tradizione della famiglia Cima (mwogde Cymis), il castello di Staffolo sorse per opera del mwowdominus Attone nell'anno 1030, quando per sfuggire al saccheggio del suo castello da parte dei mwpaNormanni, questi si rifugiò nel suo vicino possedimento di Staffolo, un villaggio che fece cingere di mura e nel quale pose la sua residenza. La signoria dei Cima si protrasse nella storia del paese per un arco di tempo di circa quattro secoli, intervallata da lunghi periodi in cui il paese si rese libero comune. Nel 1219 si ha la prima attestazione delle libertà comunali di Staffolo e del suo ampio territorio che si estendeva lungo la valle del mwpqMusone. A partire dagli anni trenta del XIII secolo, Staffolo sostenne numerose battaglie in difesa del suo territorio contro le pretese di mwpgOsimo (1240) e di mwpwJesi (1251, 1265, 1287, 1294). Alla mwqamwqqcittà regia e al suo contado fu sottoposto una prima volta negli anni 1251-62. Fu in questo periodo che venne menzionata per la prima volta l'insegna comunale: mwqgbanderia rubra cum stapha alba (bandiera rossa con staffa bianca) e furono annotati i distici staffolani (mwqwEcco lo palio rosatu per amor de lo Esinatu...), uno dei primi esempi di mwravolgare nelle Marche. Una seconda sottomissione a Jesi avvenne nel periodo 1294-97, a cui seguì il ripristino della libertà comunale per intervento della mwrqChiesa di Roma. In questo secolo il comune si dotò di norme proprie per l'elezione del podestà (1290) e, soprattutto, vide la presenza nel suo territorio di mwrgsan Francesco d'Assisi, che, in compagnia dell'amico Egidio, sostò nella località detta delle mwrwTombette (oggi contrada San Francesco) nell'anno 1210. La presenza francescana divenne elemento determinante nella storia della comunità con l'istituzione, al centro del paese, di uno dei primi conventi francescani delle Marche, forse già esistente nel 1230. La presenza della mwsamwsqfratellanza, a cui si aggiunsero successivamente anche le mwsgmoniali seguaci di mwtaSanta Sperandia, diede grande impulso alla vita del comune, avviando, nel tempo, la costituzione di vari istituti, quali l'ospedale di santa Maria degli Infermi, la scuola pubblica, il mwtqMonte di Pietà e il mwtgMonte frumentario. Agli inizi del XIV secolo si fece aspro lo scontro interno al libero comune fra guelfi di opposte fazioni: gli mwtwintrinseci contro gli mwuaexititii. Nel 1324 Staffolo venne occupato dai fabrianesi, ma subito liberato da Rinaldo di Baligano Cima, mwuqcavaliere dagli speroni d'oro, che ne approfittò per tornare alla signoria di Staffolo con il beneplacito di mwugpapa Giovanni XXII (1333). Nel 1340 Rinaldo fu estromesso dal castello, dove venne ripristinato il libero comune, ma nel 1343 tornò a Staffolo e vi rimase come mwuwsignore fino alla sua morte avvenuta nel 1348. Nella sua vita, Rinaldo di Baligano fu podestà a mwvaFirenze, a mwvqSiena, a mwvgPerugia e, per due mandati consecutivi, a mwvwBologna. Alla sua morte Staffolo venne preso dai mwwaMalatesta ai quali si opposero i figli di Rinaldo ed in particolare Pavolozo (Paolo) Cima. Questi si alleò con mwwqGiovanni Visconti signore di Milano contro la Chiesa, i fiorentini e i Malatesta loro alleati. Con la pace di mwwgSarzana (1353) e la morte di Visconti (1354), Pavolozo venne però estromesso dal suo castello, cosa che lo convinse a cambiare le alleanze schierandosi con i Malatesta, divenuti nel frattempo nemici della Chiesa difesa ora dall'mwwwAlbornoz. Pavolozo partecipò alla battaglia di Paterno di Ancona contro l'Albornoz, poi guidò l'esercito dei Malatesta a Montefiore di Recanati, ma venne sconfitto in entrambe le occasioni. Nel frattempo il paese fu devastato dalla compagnia di ventura di mwxqfra' Moriale, che, secondo le cronache del Villani, depredò il paese del molto vino presente nelle cantine, ma, soprattutto, uccise settecento abitanti e rapì i giovani più forti e le donne mwxgche apparenza aveano. Nel frattempo Pavolozo, sceso a compromessi con l'Albornoz, tornò signore di Staffolo e vi rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1375. Anch'egli, come il padre Rinaldo, fu podestà nelle principali città guelfe del centro Italia: Firenze, Siena, Bologna, Todi e Perugia. Alla sua morte gli successe il figlio Federico, che dovette però affrontare lo zio Piero e il cugino Antonio, podestà di Cingoli. Entrambi, alleati del vescovo di Osimo, avevano tentato di usurpargli la signoria. Sottoposto a scomunica, Federico dovette lasciare il paese in mano alla Chiesa che, a sua volta, lo cedette al crescente dominio degli mwxwSmeducci di mwyaSanseverino. A causa della litigiosità familiare, gli Smeducci finirono per cedere di nuovo il castello di Staffolo alla famiglia mwyqCima, oramai trasferitasi definitivamente a mwygCingoli, dove aveva instaurato una potente signoria. Agli inizi del XV secolo, Staffolo era ancora soggetto a Giovanni Cima signore di Cingoli, finché questi non venne avvelenato dalla moglie mwzaRengarda Brancaleoni (1422). Subito dopo Staffolo, entrò nei possedimenti personali di mwzqAndrea Fortebracci, detto Braccio da Montone, imparentatosi con Rengarda grazie ai matrimoni che la vedova Brancaleoni e le sue due figlie avevano contratto con i fratelli mwzgMontemelini di Perugia, cugini di Braccio. Tornato libero comune, con la scomparsa di Braccio (1424), Staffolo entrò nelle vicende legate alla lotta fra mwzwFrancesco Sforza e la Chiesa, passando da un fronte all'altro e cedendo allo Sforza solo il 29 dicembre del 1433, dopo due settimane di trattative terminate con un capitolato di resa composto da ben 12 punti. Nel 1447 Francesco Sforza, in partenza per Milano, ove era destinato alla signoria della città, vendette Staffolo e Jesi alla Chiesa per 35.000 fiorini. Nel 1517, la fedeltà al pontefice venne pagata a duro prezzo dagli staffolani: le truppe mercenarie del duca d'Urbino, mwaaFrancesco Maria Della Rovere, composte da Guasconi e Spagnoli, saccheggiarono il paese bruciandone le case. In questo secolo gli abitanti di Staffolo furono soggetti oltre che alle scorrerie di mercenari, fra i quali quelli di Muzio Colonna nel 1516, anche alle epidemie di peste portate dalle stesse soldataglie, come nel 1522 e nel 1595. D'altro canto, in questo tormentato secolo, Staffolo rinnovò gli Statuti comunali (1546), che sono ancora conservati nell'archivio storico del comune, diede vita al Monte di Pietà (1516) e ad una significativa istituzione culturale, l'mwaqAccademia degli eccitati a cui vi aderirono intellettuali ed eruditi staffolani come Simone Messi e Gentile Bongiovanni. Oramai incluso nello Stato Pontificio, come tutti i comuni della Marca, Staffolo si segnalò per un'altra accademia nel '600 (mwagAccademia degli arditi) e alla fine del '700 per mwawun grave moto di dissensione nei confronti della Chiesa, manifestato da un gruppo di mwbapie donne con mwbqesteriorità fallaci e pericolose che, come sosteneva il vescovo mwbgCompagnoni, mwbwè risaputo essere massime nel debol sesso!.

Periodo napoleonico e storia moderna

Il 25 agosto del 1808, durante la repubblica napoleonica, un folto gruppo di mwcginsorgenti occuparono Staffolo e presero in ostaggio il sindaco e gli anziani del comune, generando il panico anche nei comuni vicini, da Jesi a Massaccio e Montecarotto. Dell'esperienza napoleonica a Staffolo resta un interessante documento gastronomico, una delle più antiche raccolte di ricette di mwcwcucina marchigiana, ispirata dal gusto francese allora in voga, opera della signora Clementina Leoni. Conclusasi l'esperienza francese con il nuovo riparto voluto dal Consalvi, Staffolo divenne sede di un mwdagoverno, a cui venivano sottoposti i comuni di Massaccio (con Scisciano e Poggio Cupo), Castelbellino, Monteroberto, San Paolo e Majolati. Al Plebiscito per l’annessione al Regno Sabaudo, il 4 e 5 novembre 1860, si chiese ai marchigiani: mwdqVolete far parte della monarchia costituzionale del Re Vittorio Emanuele? A Staffolo su 556 aventi diritto al voto, votarono in 60, cioè meno dell’11%, contro una media regionale del 63,7. Ma il voto staffolano per l’Italia Unita fu sincero e soprattutto compatto: 60 furono i votanti, 61 i favorevoli! Il voto fu soprattutto la dimostrazione della forte propaganda ecclesiastica contro l'annessione allo stato sabaudo, condotta soprattutto dal parroco di Sant'Egidio, don Tommaso Leoni, che fu condannato a quattro mesi di carcere poiché ritenuto reo di aver rifiutato i sacramenti a coloro i quali avevano votato per l'annessione.

Il novecento

Nel primo conflitto mondiale furono quasi 500 i giovani reclutati nel regio esercito; di essi non fecero ritorno nelle loro case in 78: 40 caddero sul fronte di guerra (17 i dispersi), 26 perirono nei vari ospedali da campo, 5 in campi di prigionia, 7 nelle loro case in conseguenza di malattie contratte al fronte. Altre 5 furono le vittime delle guerre in Africa Orientale (A.O.I.) ed una in Spagna (O.M.S.). Nel secondo conflitto mondiale morirono altri 23 giovani staffolani. Dopo l'8 settembre furono numerose le vittime anche fra i civili: due giovani furono uccisi da mitragliamenti di aerei alleati il 24 aprile, un partigiano venne ucciso pochi giorni dopo, il 5 maggio, di fronte al municipio, da parte di un ufficiale delle SS. Uno sfollato di Ancona morì per i colpi sparati dai tedeschi come rappresaglia per l'uccisione da parte dei partigiani di un loro camerata il 24 giugno. Alcuni giorni dopo, il 29 giugno, una terribile operazione terroristica fu condotta da un reparto di militari tedeschi; guidati da un ufficiale delle SS, i militari uccisero sette giovani prigionieri condotti in paese dal campo di concentramento di Sforzacosta. Un’ora prima gli stessi militari avevano commesso una strage a Montalvello di Apiro, uccidendo sei persone del luogo, di cui quattro della stessa famiglia Romagnoli, ed avevano tentato di ucciderne altre quattro appiccando il fuoco al locale nel quale erano state in precedenza rinchiuse. L’azione terroristica del 29 giugno proseguì la sera stessa con l’uccisione da parte dello stesso reparto di militari tedeschi, a Cingoli, di altri due giovani provenienti dal campo di Sforzacosta. Poi, all’alba del giorno dopo a Filottrano, lo stesso reparto rastrellò altri dieci civili che furono poi fucilati nel campo della fiera. Nei quattro comuni della Val Musone, complessivamente, il terrorismo nazista determinò, fra il pomeriggio del 29 e la mattina del 30 giugno, la morte di 26 civili italiani. Il 16 luglio, quando le truppe della mweaWehrmacht si ritirarono dalla linea difensiva sul Musone, dopo la mweqbattaglia di Filottrano, percorrendo la strada del torrente Acqualta fecero dei prigionieri fra i contadini della zona; due giovani, che si rifiutarono di collaborare, furono fucilati presso il torrente. Tre giorni dopo, il 19 luglio, Staffolo veniva liberata dai militari del mwegCorpo Italiano di Liberazione (C.I.L.).

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di Sant'Egidio

Dei secoli XII-XIII, originariamente nata come pieve è dedicata a mwkaSant'Egidio Abate, patrono della città (1º settembre). Costruita in stile romanico, probabilmente dalle stesse maestranze che realizzarono mwkqSant'Esuperanzio a Cingoli, la parrocchiale ha subito nel tempo varie modifiche architettoniche, sia all'interno dell'edificio sia all'esterno. Al suo interno sono contenute varie opere pittoriche, la più importante delle quali è il pentittico del mwkgMaestro di Staffolo (1450 ca.).

Chiesa ed Ex Convento di San Francesco d'Assisi

La chiesa di San Francesco d'Assisi, prossima alla parrocchiale, con l'annesso convento risalgono ai primi anni '30 del XIII secolo.cite-ref-4[4] Si tratta di uno dei primissimi insediamenti francescani nella Marca, insolitamente realizzato all'interno delle mura cittadine. All'interno della chiesa si conservano importanti opere di mwmgFilippo Bellini (1550 ca. -1603), mwmwMaffeo Verona (1576-1618), mwnaFrancesco Trevisani (1656-1746) e Giovanni Maspani (seconda metà XVIII sec.).cite-ref-5[5]

Chiesa di Santa Maria della Castellaretta

Sorge a mwpg1 km dalle mura del paese, sulla strada che collega Staffolo con San Paolo di Jesi. L'edificio, costruito nel mwpw1572 e dedicato alla Madonna delle Vittorie, fu realizzato per la volontà di alcuni abitanti del paese che avevano preso parte alla mwqabattaglia di Lepanto contro i turchi. Tornati sani e salvi in patria, essi vollero mostrare la loro gratitudine alla Vergine costruendo la piccola chiesetta che, sorta sui ruderi di un antico Castellare, venne chiamata Castellaretta. Nel mwqq1683, in seguito alla notizia della mwqgsconfitta dei turchi sotto le mura di Vienna e al conseguente arresto alla loro espansione in Europa, gli staffolani ampliarono la chiesa e l'adornarono all'interno con le opere di Giovanni e mwqwDomenico Luigi Valeri, pittori jesini (1735).

Chiesa di Santa Teresa

La Chiesa di Santa Teresa, conosciuto anche come chiesa delle Monache Carmelitane, risale al XVIII secolo e presenta una pianta a croce greca con cupola a catino. Sia la facciata esterna che l’interno mostrano i tipici caratteri stilistici del barocco. Le campane risalgono al 1823.cite-ref-6[6]

Chiesa di San Francesco al Musone

La costruzione della chiesa di San Francesco al Musone, voluta dai fratelli Lucidi a seguito delle miracolose guarigioni attribuite all'acqua della Fonte di San Francesco, risale al 1796.cite-ref-7[7] La chiesa danneggiata dal sisma del 2016 è stata riaperta al culto nel 2022 con una cerimonia presieduta dall'arcivescovo Angelo Spina.cite-ref-8[8]

Architetture civili

Mura cittadine

Si conservano tratti delle mura con diversi torrioni e la loro forma originale. Nella parte meridionale si erge un torrione, impropriamente detto "dell'mwxgAlbornoz", realizzato più probabilmente nel XVI secolo.cite-ref-9[9] Nella cinta muraria si aprono due porte: Porta San Martino cite-ref-10[10] e Porta Venezia.cite-ref-11[11]

Palazzo Giacobini

La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire al sec. XVII, forse più precisamente al mw1g1601, data incisa sul concio di imposta dell'arco del portale. Il Palazzo, residenza dei conti Giacobini, mw1wpatrizi di mw2aJesi, mw2qnobili di mw2gFano, nobili romani e di mw2wParma, reca sul portale lo mw3astemma Giacobini. Si trova in Via del Maestro di Staffolo, 53, 55, 57(P), 59.cite-ref-12[12]

Palazzo del Governo (ora Tesei)

La costruzione dell'edificio risale al 1600, come riportato nell'iscrizione posta sulla finestra della facciata. Nel 1816 a seguito del Riparto di Consalvi divenne sede del Governo di Staffolo, che comprendeva i comuni di Staffolo, Massaccio, Castelbellino, Monte Roberto, San Paolo e Majolati.

Palazzo Onori

Il palazzo è situato in via XX Settembre, 4. Risalente al XVII sec., reca sul timpano delle finestre incorniciate lo mw6qstemma della famiglia Onori.cite-ref-13[13]

Palazzo Onori Manuzio

Il palazzo, risalente al sec. XV, fu residenza della famiglia Onori Manuzio. Si trova in via Aldo Manuzio, 54.cite-ref-14[14]

Palazzo Cerasi

La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire al sec. XVI. Si trova in Via Solferino, 6.cite-ref-15[15]

Palazzo Cotini

La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire al sec. XVII. Nel sec. XIX nacque nell'edificio il musicista Domenico Cotini, come ricordato da una lapide murata in facciata. L'ingresso è in via Cotini.cite-ref-16[16]

Palazzo Scaramucci

La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire al mwaqc1601, come sembrerebbe testimoniare la data incisa sull'architrave del portale. Fu sede dell'Accademia degli Arditi.cite-ref-17[17]

Palazzo Leoni

La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire al sec. XVII. Esso incorpora il Torrione dell'Albornoz. L'edificio è situato in via Solferino, 10cite-ref-18[18]

Casa Cima

La costruzione originaria risale al XIV secolo (1344) come ricorda l'iscrizione sulla facciata dell'edificio attuale. Agli inizi del XIX secolo fu demolita l'adiacente chiesa di Sant'Antonio risalente anch'essa al secolo XIV.cite-ref-19[19]

Ex ospedale di Santa Maria degli Infermi

La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire al sec. XV. Nel corso della fine del sec. XX l'edificio è stato ristrutturato ed attualmente ospita la Biblioteca Comunale "Corrado Danti" ed il mwar0Museo dell'arte del vino con annessa enoteca.cite-ref-20[20]

Palazzo del comune

In passato mwaskMonte frumentario e mwasoMonte di Pietà. La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire al sec. XV. Il 5 aprile mwass1543 viene istituito nell'edificio il Monte frumentario ed il Monte di Pietà. All'inizio del sec. XIX, in età napoleonica, il palazzo diviene la residenza del governatore e, al piano terra, sede delle carceri. Il balcone angolare è costruito agli inizi del sec. XX. Il palazzo è stato completamente ristrutturato nel corso dell'ultimo quarto del sec. XX.cite-ref-21[21]

Palazzo delle magistrature

mwatmTeatro dell'Armonia - mwatqPalazzo delle Logge - La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire all'inizio del sec. XVI, in questo periodo esso ospita le magistrature comunali. Nel corso del sec. XVIII il palazzo diviene sede del Comune. Nel mwatu1840 si inaugura il Teatro dell'Armonia, ricavato nell'ultimo piano dell'edificio ed interamente in legno con tre ordini di palchi.cite-ref-22[22]

Ex Fornace laterizi di Staffolo

La fornace per laterizi di Staffolo era di tipologia mwat0Hoffmann. La costruzione degli edifici che la componevano può essere fatta risalire al sec. XX. Ne rimane oggi (2025) solo la ciminiera ed alcuni edifici secondari mentre è stato demolito l'edificio della fornace.cite-ref-23[23]

Villa Verdenelli

La costruzione dell'edificio può essere fatta risalire al sec. XIX. Proprietà del comune ne è in corso il restauro cite-ref-24[24]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-25[25]

Cultura

Istruzione

Biblioteche

La Biblioteca comunale "Corrado Danti". Ha sede in un piano nell'ex ospedale degli infermi. La biblioteca dispone di un patrimonio di circa 9500 volumi e di circa 2500 testi destinati ai ragazzi. Conserva inoltre alcuni manoscritti, mappe e tesi di laurea.cite-ref-26[26]

Musei
Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 18 giugno 1985 | 2 giugno 1990 | Pietro Luigi Aquilanti | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [ 27 ] |
| 2 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Pietro Luigi Aquilanti | Partito Comunista Italiano Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 27 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Pierino Ombrosi | Centro-sinistra | Sindaco | [ 27 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Egidio Brocani | Lista civica | Sindaco | [ 27 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Sauro Ragni | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco | [ 27 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Sauro Ragni | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco | [ 27 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Patrizia Rosini | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco | [ 27 ] |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Sauro Ragni | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco | [ 27 ] |
| 10 giugno 2024 | in carica | Sauro Ragni | Insieme per Staffolo ( Centro-sinistra ) | Sindaco | [ 27 ] |

Sport

La squadra di calcio locale è lo S.S. Staffolo ed ha come colori sociali il giallo e il rosso. Nell'anno 2025/2026 milita in mwayoPrima Categoria.

La squadra di calcio a cinque femminile del paese nasce nel 2023 ed ha i stessi colori sociali giallo e rosso della maschile.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwazymwazcmwazgBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwazkdemo.istat.it, mwazoISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaz4mwaz8mwaaaClassificazione sismica (mwaaemwaaiXLS), su mwaamrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaacmwaagmwaakTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaaomwaasPDF), in mwaawciterefmwaa0Leggemwaa4 mwaa826 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwabaAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwabe 151. mwabiURL consultato il 25 aprile 2012 mwabm(archiviato dall'mwabqurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-66. mwacgmwackmwacoQDN - STAFFOLO Post sisma: mezzo milione per la chiesa di Santa Teresa, su mwacsqdmnotizie.it. mwacwURL consultato il 1º novembre 2025.
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cite-note-88. mwadgmwadkmwadowww.qdmnotizie.it - Staffolo La chiesetta di San Francesco riapre le porte ai fedeli -FOTO, su mwadswww.qdmnotizie.it. mwadwURL consultato il 1º novembre 2025.
cite-note-99. mwaeamwaeemwaeiMusei.ConsultazioneBeni2023 - MURA CASTELLANE CON TORRIONI, su mwaemwww.regione.marche.it. mwaeqURL consultato il 29 ottobre 2025.
cite-note-1010. mwaegmwaekmwaeoMusei.ConsultazioneBeni2023 - PORTA S. MARTINO, su mwaeswww.regione.marche.it. mwaewURL consultato il 24 novembre 2025.
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.staffolo.an.it.
• citerefsapere-itStàffolo, su sapere.it, De Agostini.